Oltre l'80% dell'energia che consumiamo ogni anno nelle nostre case viene utilizzata per far funzionare gli impianti di riscaldamento e raffrescamento e per produrre acqua calda sanitaria. Una percentuale che può variare molto in funzione di diversi fattori come la tipologia di impianto che abbiamo installato, le ore di accensione, la temperatura che si mantiene nei locali e la zona climatica di appartenenza.
Inoltre una precisa regolazione e una corretta manutenzione consentono di ridurre sensibilmente i consumi di questi impianti e con essi anche la spesa che sosteniamo per farli funzionare.
E non solo.
Rispettare la normativa vigente è un obbligo di legge ma ci sono altri buoni motivi per garantire una corretta manutenzione degli impianti di climatizzazione come la maggior sicurezza per gli utenti, la riduzione dei consumi energetici e il minor inquinamento.
I nostri servizi per gli impianti termici
la nostra azienda offre una vasta gamma di prodotti e soluzioni per ogni tipo di esigenza, avvalendoci dell'ausilio delle più recenti tecnologie siamo in grado di offrire impianti di qualunque tipo e dimensione (dall'appartamento alle grandi utenze) per soddisfare ogni richiesta del cliente, dal riscaldamento e raffrescamento degli ambienti, alla produzione di acqua calda sanitaria ma anche la gestione dell'umidità nell'ambiente, con la realizzazione di impianti di tipo tradizionale con gruppi radianti (termosifoni), o di altri tipi, come impianti a pannelli radianti o ventilconvettori, sfruttando generatori e risorse di viario tipo: caldaie a condensazione, generatori a biomasse (legna, pellet), termocamini, pompe di calore, sistemi ibridi, geotermia e pannelli solari termici.
Offriamo un servizio completo "chiavi in mano", che comprende:
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Impianti termici
L'impianto termico è un sistema tecnologico che serve a riscaldare o raffrescare gli ambienti, per qui sono impianti termici tutti gli impianti per il solo riscaldamento degli ambienti, per il riscaldamento ambientale più la produzione di acqua calda sanitaria o anche per la sola produzione di acqua calda sanitaria se al servizio di più utenze e tutti gli impianti per il raffrescamento estivo.
La normativa
Nel nostro Paese esiste una normativa in continua evoluzione per adeguarsi alle direttive dell'Unione Europea e alle nuove tecnologie, che regola l'esercizio, il controllo e la manutenzione degli impianti termici.
1. Il D.P.R.16 aprile 2013, n.74 - entrato in vigore il 12 luglio 2013 - che definisce i criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua per usi igienici e sanitari
2. Il D.M. 10 febbraio 2014 che introduce il nuovo modello di libretto di impianto per la climatizzazione degli ambienti e il rapporto di controllo di efficienza energetica.
CHI È IL RESPONSABILE DELL'IMPIANTO
La conduzione, il controllo, la manutenzione dell'impianto termico e il rispetto delle leggi sono affidati al responsabile dell'impianto che generalmente è il proprietario dell'impianto. Ci sono però delle eccezioni:
Il terzo responsabile:
IL LIBRETTO DI IMPIANTO
Il libretto d'impianto è il documento di riconoscimento di ogni impianto termico, vi sono riportate le caratteristiche tecniche e le eventuali modifiche apportate col tempo, sostituzioni di componenti e tutti gli interventi di controllo effettuati.
Nel Decreto Ministeriale del 10 febbraio 2014 è stato pubblicato un nuovo modello di libretto di impianto che sostituisce il vecchio. Il nuovo libretto si applica agli impianti di riscaldamento tradizionali, agli impianti di climatizzazione estiva ed anche ai nuovi impianti allacciati al teleriscaldamento o a cogeneratori. Il libretto è di tipo modulare, quindi, sono da compilare soltanto le pagine e le sezioni del caso specifico. Il responsabile dell'impianto, con l'aiuto del proprio manutentore, deve sostituire il vecchio libretto, che comunque va conservato con il nuovo, alla prima manutenzione eseguita dopo il 15 ottobre 2014.
TEMPERATURE MASSIME NEGLI AMBIENTI
Regolare la temperatura all'interno degli ambienti è importante. Per ogni grado centigrado in più i consumi possono aumentare dal 5 al 10%. PERIODO DI ACCENSIONE DEGLI IMPIANTI TERMICI
Durante periodo invernale la media delle temperature nei singoli ambienti riscaldati non deve superare i 18 °C + 2 di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili e i 20 °C + 2 di tolleranza per tutti gli altri edifici (residenze; uffici; ecc.).
Durante il periodo estivo invece la media delle temperature nei singoli ambienti raffrescati non deve essere minore di 26 °C - 2 di tolleranza per tutti gli edifici.
Al di fuori di tali periodi, gli impianti possono essere accesi solo in presenza di situazioni climatiche speciali e, comunque, con una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita in via ordinaria. La durata giornaliera di attivazione degli impianti non ubicati nella zona F è compresa tra le ore 5 e le ore 23 di ciascun giorno ma, per alcune tipologie di impianto e per particolari sistemi di regolazione non si applicano le limitazioni circa gli orari di accensione (per approfondimenti consultare il DPR 74/2013).
LA MANUTENZIONE
Le operazioni di controllo e manutenzione dell'apparecchiatura dell'impianto termico devono essere eseguite seguendo le istruzioni tecniche fornite dal fabbricante e relative allo specifico modello. Le operazioni di controllo e manutenzione delle degli apparecchi dell'impianto termico per i quali non siano disponibili le istruzioni del fabbricante, devono essere eseguite secondo le direttive previste dalle vigenti normative UNI e CEI per lo specifico elemento.
Parallelamente agli interventi di controllo e manutenzione eseguiti su impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale maggiore di 10 kW e sugli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale maggiore di 12 kW, si effettuano controlli di efficienza energetica secondo le periodicità e i modelli di rapporto specifici, in funzione della tipologia e della potenza dell'impianto, nell'allegato al decreto 74/2013. Le periodicità risultano variabili tra due e quattro anni, fatta salva la cadenza annuale per gli impianti con generatore a fiamma alimentato da combustibile liquido o solido di potenza superiore a 100 kW.
I controlli di efficienza energetica devono inoltre essere effettuati:
Terminate le operazioni di controllo, viene redatto e sottoscritto uno specifico Rapporto di controllo di efficienza energetica, di cui una copia viene rilasciata al responsabile dell'impianto mentre un'altra è trasmessa alla Regione o alla Provincia autonoma
Sono considerati soggetti responsabili le Regioni e le Province autonome. L'oggetto delle ispezioni sono gli impianti di climatizzazione invernale con potenza termica utile nominale non minore di 10 kW e quelli di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale non minore di 12 kW. Gli esiti delle ispezioni vengono direttamente allegati al libretto di impianto.
Per gli impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale compresa tra 10 kW e 100 kW, alimentati a gas, metano o GPL, e per gli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale compresa tra 12 e 100 kW, le ispezioni possono venire surrogate dall'accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica, inviato dal manutentore o dal terzo responsabile.
Per gli impianti di climatizzazione invernale o per la produzione di acqua calda alimentati a gas, con una potenza utile nominale superiore a 100kw, l'ispezione verrà eseguita periodicamente ogni 4 anni. Per gli impianti di climatizzazione invernale o per la produzione di acqua calda alimentati con combustibile liquido o solido e con una potenza utile nominale superiore a 20kw, l'ispezione verrà eseguita periodicamente ogni 4 anni. Per il medesimo tipo di impianto con una potenza utile nominale superiore a 100kw, l'ispezione verrà eseguita periodicamente ogni 2 anni. Per impianti per il solo condizionamento estivo o per il condizionamento estivo e invernale con generatori a pompa di calore o macchine frigorifere, l'ispezione verrà eseguita periodicamente ogni 4 anni. Gli intervalli Delle potenzialità sopra citati sono riferiti alla potenza utile nominale complessiva dei generatori e delle macchine frigorifere che servono lo stesso impianto.
Impianti a pompa di calore
Una pompa di calore è un sistema innovativo che utilizza l'energia presente nell'aria, nell'acqua o nel terreno per riscaldare o raffrescare gli ambienti e per la produzione di acqua calda sanitaria.
Questo sistema riesce a spostare il calore da un posto a un altro, proprio come farebbe una pompa idraulica con l'acqua. Alla base del funzionamento di una pompa di calore c'è il ciclo termodinamico chiamato "ciclo di Carnot", che sfrutta gas specifici chiamati gas refrigeranti e compressori, alimentati solitamente da energia elettrica.
Per quanto sia innovativo sia il sistema a pompa di calore, in realtà è un processo che conosciamo bene poiché è il medesimo utilizzato da un qualsiasi frigorifero domestico o un condizionatore.
Le pompe di calore consumano pochissima energia elettrica rispetto a quella che restituiscono per il riscaldamento e funzionano anche quando all'esterno vi sono temperature molto basse, ottengono ottimi risultati anche con terminali a radiatori, anche se i risultati migliori si ottengono tramite un buon isolamento termico dell'edificio e sistemi a bassa temperatura, come i pannelli radianti. Questa tecnologia può attingere energia da diverse fonti: aria, acqua e terreno, ma la tipologia di pompa di calore più comunemente utilizzata è aria-acqua, che trasferisce l'energia prelevata dall'aria esterna all'acqua dell'impianto di climatizzazione .
Invece se la pompa di calore è di tipo aria-aria: si tratta dei climatizzatori comunemente utilizzati prevalentemente nei mesi estivi e utilizzati in particolare negli edifici a basso consumo o nelle seconde case.
Oltre all'aria, come fonte esterna le pompe di calore possono utilizzare anche l'acqua o il terreno (sistemi di geotermia). Questi sistemi utilizzano tubazioni dove circola acqua e antigelo per estrarre l'energia termica presente nelle falde acquifere oppure nel terreno a determinate profondità, per poi trasferirla alla pompa di calore per eseguire il suo ciclo termodinamico.
Questo sistema è ovviamente più costoso e non è consentita ovunque, anche se esistono sistemi più semplici e economici come la distribuzione orizzontale, che posano tubi a poca profondità dalla superficie.
Tali costi sono parzialmente compensati dai vantaggi energetici, in quanto l'efficienza della pompa di calore aumenta e si riducono i costi.
La pompa di calore geotermica può convenire rispetto alla aria acqua in zone climatiche con condizioni particolarmente rigide.
Vantaggi
Che cos'è una caldaia a condensazione e come funziona
Una caldaia a condensazione è una soluzione per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Le caldaie a condensazione sono ormai l'unica tipologia di caldaia installabile (a parte alcune eccezioni dovute a installazioni particolari) e, vengono chiamate a condensazione per via della condensa generata durante il loro funzionamento. Sono adatte a tutte le abitazioni e sul mercato si trova una moltitudine di modelli in grado di rispondere alle esigenze del cliente. Questa soluzione è ormai consolidata, ma moltissimi produttori stanno commercializzando modelli che potranno essere convertiti, anche parzialmente, all'idrogeno. Il funzionamento di una caldaia a condensazione è basato sulla combustione del gas, che genera calore e riscalda un fluido termovettore, ossia l'acqua che circola all'interno dell'impianto e che viene poi distribuita all'interno dell'edificio. La differenza principale tra le caldaie a condensazione e tradizionali, si riconduce principalmente al fatto che le caldaie a condensazione prevedono il recupero del calore presente nei fumi di scarico aumentando quindi l'efficienza. Infatti, la riduzione dei consumi per il riscaldamento è significativa e garantisce, di conseguenza, anche una riduzione dei costi di esercizio che può variare significativamente in base all' utilizzo (temperatura e tempi di esercizio).
Altri vantaggi delle caldaie a condensazione riguardano la maggior sostenibilità rispetto alle vecchie caldaie, in quanto calano anche le emissioni di CO2 e le sostanze inquinanti generate. Inoltre, i costi per l'acquisto e l'installazione della tecnologia sono abbastanza contenuti e accessibili.
Le caldaie sono compatibili con la rete del gas esistente e integrabili con gli impianti esistenti apportando le opportune modifiche.
Infine, la caldaia a condensazione può essere combinata con altri dispositivi e impianti, come sistemi per la produzione di energia rinnovabile (pannelli solari) o una pompa di calore, per la realizzazione di un sistema ibrido.
L'installazione delle caldaie a condensazione è possibile in qualsiasi ambiente interno o esterno, purché siano rispettate tutte le condizioni relative a canali di scarico e canna fumaria e le norme per la sicurezza. L'installazione deve essere eseguita da un tecnico abilitato secondo quanto definito dalla legge.
Oltre all'installazione, è poi necessario preoccuparsi della manutenzione della caldaia a condensazione, che prevede verifiche periodiche regolari. Lo scopo di questi interventi è anche quello di assicurare il corretto mantenimento dell'impianto, la massima sicurezza e la sua efficienza nel tempo.
Generatori di calore a biomasse
Una caldaia a biomassa è un generatore di calore il cui funzionamento è simile a quello degli altri tipi di caldaia: viene utilizzata la combustione per riscaldare l'acqua che circola nell'impianto di riscaldamento o all'impianto destinato alla produzione di acqua calda sanitaria.
Questo sistema, garantisce elevati risparmi energetici e un elevato comfort domestico nel periodo invernale. Rispetto alle caldaie tradizionali a gas, la caldaia a biomassa è solitamente più grande e necessita di ampi spazi per il bruciatore e per lo stoccaggio del combustibile, tuttavia esistono vari generatori con dimensioni compatte in grado di essere installati in locali più angusti pur mantenendo gli spazi necessari per la manutenzione.
Le caldaie a biomassa richiedono continua manutenzione da parte dell'utente: la cenere deve essere smaltita, la caldaia deve essere pulita regolarmente e il combustibile va caricato spesso. Esistono tuttavia sistemi di accensione, pulizia e di caricamento automatico che vanno a smorzare il carico di manutenzione, anche se vanno ad aumentare inevitabilmente il costo di acquisto della caldaia.
La qualità dei generatori a biomassa legnosa viene valutata attraverso una classificazione a stelle, che va da 1 a 5, più è alta la classe più il generatore è efficiente e ecologico.
Esistono diversi combustibili utilizzabili nelle caldaie a biomasse:
Oltre alle caldaie a biomasse, esistono anche i termocamini che rappresentano l'evoluzione del camino classico, capace di unire il fascino di un camino tradizionale a tutte le funzioni più avanzate dei sistemi di riscaldamento moderni, si tratta di un sistema la cui fiamma viene isolata dall'ambiente circostante grazie a un vetro temperato.
Il termocamino viene comunemente utilizzato in combinazione con altri generatori come caldaie o pompe di calore.